Il “Campo da gioco”

scritto da Don Gualberto il 21-Set-2014

Riporto qui quanto ho scritto sul foglio settimanale del 14 settembre,

per far conoscere la posizione della Parrocchia sulla questione

del Campo da gioco situato nella sua proprietà in prossimità della Scuola:

Quando il re Davide commise adulterio con la moglie di un suo ufficiale, mettendola incinta, tramò poi per nascondere la propria colpa e alla fine fece uccidere quell’uomo; ma al re fu mandato il profeta Natan il quale gli raccontò la storia di un ricco che, pur avendo greggi in quantità, volendo onorare la visita di un amico, rapisce l’unica pecorella di un uomo povero e la uccide per preparare all’ospite un piatto gustoso. Il re, ascoltata la storia, stabilì subito che quell’uomo venisse punito, e il profeta rispose: “Tu sei quell’uomo!”

Facile fare giustizia quando non ci andiamo di mezzo noi stessi! Che cosa farebbe ciascuno di noi di fronte a un prepotente che dicesse: “Quello che è tuo è mio e quello che è mio rimane mio”? Eppure la nostra Parrocchia non possiede nulla se non ciò che le è stato donato a servizio della gente del paese: non ha aule sufficienti per il catechismo né spazi per far giocare i bambini e i ragazzi, celebra le s. Messe in chiese comunali, paga le tasse sia pure con fatica come molti altri di noi. Aveva un campetto, un lembo di terreno donatole tempo addietro dalla fam. Chiarioni, grande come due campi da basket, sul quale molti giovani hanno giocato: don Alberto aveva costruito dei bagni e messo l’illuminazione per rendere agevoli le attività sportive. Poi arriva qualcuno che chiede, in forza del bene comune, due metri di terra al confine per allargare la scuola, promettendo di coprire il resto del campo con una struttura; poi arrivano i camion per lavorare e i campetti vengono distrutti, i bagni smantellati la rete elettrica staccata; viene costruito un campo da gioco ma, ci viene detto, si deve fare una convenzione per giustificare le spese; ora infine con la scusa del bene dei bambini arriva l’avviso “Voi non potete entrare perché non avete i bagni e noi sì”. Ma i bagni prima c’erano! Ci dicono: “A voi toccano le ore serali, dopo la fine delle lezioni” cioè quando d’inverno è buio: d’accordo ma come utilizzare di notte un campo da gioco se non c’è illuminazione? Eppure prima l’avevamo!

La Parrocchia vuole che i bambini a scuola abbiamo un luogo coperto dove svolgere attività fisica e di buon grado accetta le limitazioni che questo impone alla sua proprietà: ma non è giusto che venga privata di tutto togliendole la possibilità di animare con lo stesso campo da gioco anche chi non è più nella fascia scolastica primaria. Chiediamo soltanto di potervi accedere con lo stesso diritto e quindi che ci venga dato, sia pure in forma provvisoria in attesa della realizzazione degli impianti, quanto è necessario perché al presente vi si possa giocare anche al di fuori dell’orario scolastico: un luogo dove riporre i nostri attrezzi, un bagno adiacente con acqua corrente e un attacco della corrente elettrica per l’illuminazione serale.

 

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